Marilena Colagiacomo
Incendio di origine dolosa o tragica fatalità? I primi rilievi sul rogo che ha distrutto la notte scorsa la termoidraulica Martufi a Ferentino sembrerebbero propendere per la seconda ipotesi. Diversi i fattori che avrebbero indotto i tecnici dei Vigili del Fuoco che si sono messi all’opera già ieri mattina e le forze dell’ordine che sono giunte sul posto, a considerare l’incendio frutto di cause accidentali.
nnanzitutto l’orario in cui sono divampate le fiamme, poco dopo le 20, farebbe escludere l’ipotesi dolosa. Il modus operandi, infatti, dei malintenzionati che vogliano dar luogo ad un attentato incendiario, non rientrerebbe nella dinamica che si è verificata la notte scorsa, perchè solitamente, si agisce durante la notte, eliminando ogni tipo di rischio di essere visti. In secondo luogo sembrerebbe, anche alla luce delle dichiarazioni di un testimone che ha assistito, insieme a suo figlio, all’origine del rogo, che tutto sia partito da un cumulo di tubi e contenitori di plastica posti all’esterno del capannone. Prima un’intensa nube di fumo e subito dopo le fiamme che, rapidamente, si sono propagate all’intero deposito, distruggendolo completamente. Circa mille metri quadrati andati letteralmente in fumo. A salvarsi soltanto due camion posteggiati nel piazzale antistante il capannone. Intenso il lavoro delle squadre dei Vigili del Fuoco (sono state impiegate ben quattro pompe che hanno cercare di soffocare le fiamme con acqua e schiuma) che hanno lavorato tutta la notte per tentare di spegnere d’apprima le fiamme intense che hanno creato una coltre di fumo che ha costrette molte famiglie del vicinato ad allontanarsi dalla zona per non respirare le esalazioni, e poi i vari focolai che hanno continuato a svilupparsi. Panico, paura e disperazione da parte di Giuseppe Martufi, il titolare del capannone che non ha potuto far altro che guardare la sua attività andare completamente distrutta.Una nube nera, trasportata anche dal vento ha avvolto completamente il cielo della Casilina, che è stata bloccata per ore, arrivando anche sul capoluogo. Moltissimi uomini della protezione civile, della municipale, dei carabinieri e della sezione volanti della questura di Frosinone.
I locali, o meglio quel che resta del deposito, sono stati posti sotto sequestro per consentire ai tecnici di effettuare rilievi ancora più accurati anche sembrerebbe certo che si sia trattato di una tragica fatalità. Fonte:Il tempo http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/2008/07/25/906424-marilena_colagiacomo_incendio_





